Ancona 21 Luglio 2014
Vogliamo condividere una bella testimonianza della nostra socia Valentina, basata su riferimenti scientifici e sulla propria esperienza personale e professionale, di come il Nordic Walking sia sicuramente un’attività fisica che può essere praticata, con i dovuti accorgimenti del caso, durante tutto il periodo della gravidanza traendone grandi benefici sia fisici ma anche psicologici.
Noi non possiamo che confermare il tutto avendo vissuto e condiviso con Valentina dal punto di vista del Nordic Walking tutto il suo “percorso” ed ora che è arrivata Alice… un nuovo cammino ha inizio!
Tanti cari auguri a Valentina e Max e benvenuta ad Alice!
Asd Nordic Walking Marche – Monica Pasquinelli (Maestra di Nordic Walking)
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“Scoprire di essere in dolce attesa è un’esperienza unica e indescrivibile: rendersi conto che nel tuo corpo una vita mano mano crescerà ti investe fin da subito di un nuovo senso di responsabilità, quella materna. E’ grazie a questa responsabilità che si avvia un processo di valutazione del proprio stile di vita e della propria alimentazione, perché l’unico obiettivo che si ha è il benessere di quel “puntino pulsante” che ben presto sarà un essere umano in miniatura. E poi la questione sport…oggi la gravidanza non viene più vista come una malattia e, fortunatamente diversamente da quanto succedeva fino a una decina di anni fa, il consiglio ora da parte di ginecologi ed esperti è quello di svolgere una regolare ma moderata attività fisica. Da amante e praticante dello sport all’aria aperta e in particolare del nordic walking e aiutata anche dalle mie conoscenze derivanti dalla mia professione (sono un’infermiera) ho iniziato a documentarmi per capire se il Nordic poteva accompagnarmi per tutto il decorso della gravidanza dato che pochissimi sono i riferimenti disponibili sulla pratica di questa disciplina in gravidanza. Così a venire in mio “soccorso” sono state le linee guida dell’ACSM (American College of Sport Medicine), dell’ACOG (American College of Obstetrics and Gynecologists) e dell’AAFP (American Academy of Family Physicians). Nel complesso tali linee guida affermano che le donne in gravidanza fisiologica possono eseguire un’attività fisica moderata e che tale attività influisce positivamente sul benessere materno e fetale, forniscono le indicazioni assolute di interruzione dell’attività sportiva e delineano le controindicazioni materne e fetali alla pratica dello sport in gravidanza. Ciò che emerge da tali documenti è che i benefici superano di gran lunga i rischi: non aumentano le probabilità di incorrere in complicanze sia durante la gravidanza sia durante il parto; il feto non subisce alcun distress durante l’attività fisica svolta dalla madre, non presenta ridotto peso né deficit alla nascita.
In tal senso con lo sport in gravidanza si può:
– evitare l’insorgenza di complicazioni (diabete gestazionale, ipertensione);
– percepire un miglioramento psicofisico generale;
– evitare un aumento di peso patologico che possa portare poi al sovrappeso o addirittura all’obesità nei mesi successivi al parto.Così, con in mano tali linee guida, dopo valutazione da parte del mio ginecologo, con la supervisione dei miei istruttori Monica e Graziano e, soprattutto ascoltando il mio corpo e in particolare i segnali che esso mi lanciava ad esempio in affaticamento, ho trascorso la mia gravidanza in compagnia dei bastoncini da Nordic Walking. Vestita come si suol dire “a cipolla”, portando con me nello zainetto una bottiglietta d’acqua e uno snack, con la complicità di un inverno mite e accompagnata dal mio cucciolo di cane Ciaky e quando possibile dal mio compagno Massimo, mi rifugiavo nel NW Park di Offagna o sulla spiaggia di Palombina per l’allenamento domenicale.
Così facendo ho mantenuto la dose di esercizio fisico a cui ero fisicamente e psicologicamente abituata prima della gravidanza, sicuramente in maniera più soft e con delle piccole rinunce soprattutto a partire dall’ultimo trimestre, ma i benefici sono stati numerosi. Innanzitutto l’aumento di peso è stato nella norma, non ho risentito di problemi circolatori alle gambe o dolori alla schiena tipici della gestazione, ho sempre fatto delle “belle dormite” e la mia gravidanza si è svolta in maniera del tutto fisiologica. Fino ad arrivare ai benefici psicologici: soprattutto all’inizio della gravidanza non sapendo bene cosa potessi fare o meno, inutile negarlo, mi sentivo un po’ “diversamente abile”; con il nordic walking ho sentito un aumento di stima per il mio corpo ormai modificato, avevo la possibilità di socializzare, di stare all’aria aperta e in mezzo la natura e di praticare un’attività fisica che non mi poneva limiti e che, anzi mi aiutava nel sostegno del peso della mia cucciola. E poi…proprio perché il NW non mi ha mai “tolto il fiato” ogni passeggiata con i bastoncini è stata sempre un’ occasione di incontro con la mia piccola nel pancione: potevo parlarle, descriverle il paesaggio nel quale eravamo immersi e cantarle qualche canzoncina. Sentirla poi rilassata durante le mie passeggiate mi ha fatto lanciare la prossima sfida: continuare a praticare il NW portandola con me in una fascia portabebè…chi lo sa, magari diventerà anche lei una piccola nordic walker…
Valentina Tedeschi”
Bibliografia
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http://www.lefisique.it/index.php?option=com_content&view=article&id=102&Itemid=403
http://www.universitadellacqua.it/index.php?option=com_content&view=article&id=142:joomla-security-strike-team&catid=48:tesine&Itemid=93
http://www.ioeilmiobambino.it/gravidanza/7283/7283